Speciale: La Madonna della Libera, anima di Castellammare
A Castellammare di Stabia c'è uno sguardo che da secoli accompagna pescatori, marinai e generazioni di stabiesi. Lo chiamano semplicemente "A Maronna 'e llà".
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La Madonna della Libera: la Madre che da secoli veglia su Castellammare
Se c'è un luogo a Castellammare di Stabia dove si può comprendere
davvero l'anima della città, non bisogna guardare soltanto il mare.
Bisogna fermarsi ad ascoltare le storie.
Quelle raccontate dai pescatori.
Dai marinai.
Dalle nonne sedute davanti alle porte dei vicoli.
Perché da queste parti esiste una presenza che accompagna la vita della
città da secoli.
Una presenza così familiare che molti stabiesi non la chiamano neppure
per nome.
Dicono semplicemente:
"A Maronna 'e llà..."
E tutti capiscono.
Stanno parlando della Madonna della Libera.
Per comprenderne l'importanza bisogna immaginare Castellammare com'era
molti secoli fa.
Un porto vivo.
Rumoroso.
Affacciato su uno dei golfi più belli del mondo.
Ma anche un luogo dove il mare rappresentava un'incognita quotidiana.
Oggi osserviamo il Golfo di Napoli e ne ammiriamo la bellezza.
Un tempo chi viveva di mare vedeva anche il pericolo.
Le tempeste improvvise.
Le navi che non tornavano.
Le incursioni dei corsari.
Le epidemie che arrivavano attraverso le rotte commerciali.
Era una vita fatta di speranza e paura.
Ed è proprio in questo contesto che si sviluppa la devozione verso la
Madonna della Libera.
La sua immagine, venerata da secoli, affonda le radici in una tradizione
antichissima che molti studiosi collegano alla presenza bizantina
nell'Italia meridionale.
Osservandola si percepisce immediatamente qualcosa di diverso dalle
rappresentazioni più moderne.
Lo sguardo è solenne.
Profondo.
Quasi austero.
Ha il fascino delle immagini sacre che hanno attraversato i secoli senza
perdere la loro forza.
Generazioni di stabiesi si sono fermate davanti a quel volto.
E ognuna vi ha lasciato qualcosa.
Una preghiera.
Una promessa.
Una richiesta di aiuto.
Passeggiando nel santuario si percepisce immediatamente che non ci si
trova soltanto in una chiesa.
Ci si trova dentro la memoria collettiva della città.
Perché ogni angolo racconta una storia.
E molte di queste storie arrivano dal mare.
Per secoli i marinai che partivano dal porto di Castellammare affidavano
il viaggio alla protezione della Madonna della Libera.
Prima della partenza entravano in chiesa.
Accendevano una candela.
Facevano il segno della croce.
E lasciavano una preghiera.
Poi salivano a bordo.
Quando tornavano sani e salvi, spesso ritornavano nello stesso luogo per
ringraziare.
È per questo che tra gli ex voto conservati nel santuario compaiono
spesso immagini di imbarcazioni.
Tempeste.
Naufragi evitati.
Scampati pericoli.
Piccoli quadri che raccontano grandi paure.
E grandi speranze.
Sono testimonianze preziose.
Perché non raccontano soltanto miracoli.
Raccontano la vita quotidiana di una città che per secoli ha avuto nel
mare la propria ricchezza.
Ma anche la propria sfida più grande.
Gli stabiesi amano raccontare che la Madonna della Libera abbia
accompagnato la città nei momenti più difficili.
Durante le epidemie.
Durante le guerre.
Durante le crisi che hanno segnato la storia del territorio.
Naturalmente la storia e la fede seguono percorsi diversi.
Ma una cosa è certa.
Nei momenti di maggiore difficoltà il popolo di Castellammare ha sempre
guardato verso quella Madonna.
Lo fece durante le epidemie di colera che colpirono il Regno di Napoli.
Lo fece durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, quando
molte famiglie cercavano conforto e speranza in giorni che sembravano
non finire mai.
E lo continua a fare ancora oggi.
Forse è proprio questo che rende speciale questa devozione.
Non riguarda soltanto il passato.
È ancora viva.
Basta entrare nel santuario in una giornata qualsiasi.
Troverete studenti prima di un esame.
Madri che pregano per i figli.
Anziani che si fermano qualche minuto in silenzio.
Persone che entrano senza dire nulla e restano semplicemente lì.
Come si fa quando si va a trovare qualcuno di cui ci si fida.
Poi arriva il giorno della festa.
E Castellammare cambia volto.
Le strade si riempiono.
Le finestre si aprono.
Le famiglie scendono in strada.
L'immagine della Madonna attraversa la città accompagnata dalla
preghiera e dall'emozione di migliaia di persone.
Per chi osserva da fuori può sembrare una semplice processione.
Per gli stabiesi è molto di più.
È un appuntamento con la propria storia.
Con i propri ricordi.
Con le generazioni che li hanno preceduti.
Molti ricordano di aver partecipato alla festa tenendo la mano del
nonno.
O della nonna.
E oggi accompagnano i propri figli lungo lo stesso percorso.
Come se la città, anno dopo anno, continuasse a consegnare la propria
memoria alle nuove generazioni.
Esiste un'espressione che ancora oggi si sente pronunciare nei vicoli
del centro storico:
"Madonna d''a Libbera, accumpagnace tu."
Madonna della Libera, accompagnaci tu.
È una frase semplice.
Ma dentro quelle parole c'è tutto il rapporto che Castellammare ha
costruito con la sua patrona.
Un rapporto fatto di fiducia.
Di vicinanza.
Di appartenenza.
Quando il sole tramonta dietro il profilo dei Monti Lattari e il mare si
tinge di arancione, il Golfo di Napoli offre uno dei panorami più belli
del Mediterraneo.
Le barche oscillano nel porto.
Le luci iniziano ad accendersi.
La città rallenta.
E da secoli, in questo scenario straordinario, continua a vegliare lo
sguardo della Madonna della Libera.
Lo stesso sguardo che hanno incontrato pescatori, marinai, operai dei
cantieri navali, madri, bambini e intere generazioni di stabiesi.
Perché la Madonna della Libera non è soltanto una devozione.
È una parte dell'identità di Castellammare.
È il filo invisibile che unisce passato e presente.
E forse il segreto della sua forza è proprio questo.
Essere rimasta, attraverso i secoli, non una figura lontana e
irraggiungibile.
Ma una presenza familiare.
Una madre a cui affidare le paure.
Le speranze.
E il viaggio della vita.
Proprio come facevano i marinai quando lasciavano il porto e, prima di
guardare l'orizzonte, rivolgevano un ultimo pensiero a lei.
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