Stagione San Francesco di Paola · Puntata 2/10
Serie: Francesco. Il Santo venuto dal Sud

Puntata 2 · Il ragazzo che scelse la grotta — La solitudine di un adolescente

Provate a immaginare di avere quattordici anni. Forse quindici. E adesso provate a togliere tutto. Una casa. Un letto. La certezza del pasto. Il futuro immaginato per voi.

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Provate a immaginare di avere quattordici anni.

Forse quindici.

E adesso provate a togliere tutto.

Una casa comoda.

Un letto.

La compagnia.

La certezza del pasto.

La protezione della famiglia.

Il futuro così come gli altri lo hanno immaginato per voi.

Francesco sceglie il silenzio.

Si ritira nei dintorni di Paola, in un ambiente aspro, appartato.

Le biografie parlano di una grotta, di un piccolo rifugio, di una vita
eremitica durissima.

Ma attenzione.

Quando oggi diciamo «eremita», rischiamo di trasformare quella parola in
un'immagine romantica.

Un bosco.

Il canto degli uccelli.

La pace.

Nel Quattrocento vivere da soli significava esporsi al freddo, alla
fame, agli animali, alle malattie.

Significava non avere un medico.

Non avere una dispensa piena.

Non avere sicurezza.

Francesco prega.

Lavora.

Digiuna.

Vive di poco.

La tradizione insiste sulla sua alimentazione poverissima, sulla
rinuncia alla carne e ai prodotti di origine animale, su un'esistenza
penitenziale che in seguito diventerà uno dei tratti più originali della
famiglia religiosa da lui fondata.

Ma succede qualcosa che Francesco, forse, non aveva previsto.

La gente comincia a sapere.

Da qualche parte, sopra Paola, vive un giovane eremita.

Un ragazzo che non cerca denaro.

Che non cerca prestigio.

Che ascolta.

Che prega.

Che sembra vivere secondo una misura completamente diversa da quella del
mondo.

E gli uomini fanno ciò che gli uomini hanno sempre fatto quando credono
che qualcuno possieda una risposta.

Vanno a cercarlo.

All'inizio saranno pochi.

Poi altri.

Qualcuno chiede una preghiera.

Qualcuno porta un dolore.

Qualcuno vuole soltanto vedere.

Qualcuno decide di restare.

Ed ecco il secondo paradosso.

Francesco fugge dal mondo.

Il mondo lo raggiunge.

Attorno all'eremita nasce lentamente una comunità.

Non un grande ordine religioso.

Non ancora.

All'inizio sono uomini attratti da uno stile di vita.

Vogliono pregare con lui.

Vivere come lui.

Condividere la sua povertà.

Ed è qui che la solitudine si trasforma in qualcosa di nuovo.

Francesco non smette di essere eremita.

Ma comprende che il suo cammino può diventare il cammino di altri.

Nasce un primo nucleo comunitario.

La tradizione colloca negli anni Trenta del Quattrocento l'avvio di
questa esperienza che porterà alla costruzione del complesso di Paola e,
progressivamente, alla formazione dell'Ordine.

Ma c'è un dettaglio decisivo.

Francesco non chiamerà i suoi seguaci «grandi».

Li chiamerà, infine, Minimi.

Pensate alla potenza di questa parola.

Minimi.

Non semplicemente piccoli.

I più piccoli.

In una società ossessionata dalle gerarchie, dai titoli, dalle
precedenze, dalle famiglie nobili, dalle corti, Francesco sceglie una
parola che indica l'ultimo posto.

E non è marketing spirituale.

È un programma.

Essere minimi significa rinunciare alla logica del dominio.

Significa non costruire la propria identità sulla superiorità.

Significa ricordarsi che il potere può corrompere anche chi parla in
nome di Dio.

Francesco, fatto sorprendente per un fondatore religioso di tale
importanza, non sarà sacerdote.

Resterà un frate.

Un laico consacrato.

Eppure papi, cardinali, sovrani e intellettuali cercheranno la sua
parola.

È una delle contraddizioni più affascinanti della sua storia.

Non possiede il potere sacramentale del sacerdote.

Non è un teologo universitario.

Non è un uomo di corte.

E tuttavia diventerà una delle figure religiose più influenti del suo
tempo.

Perché?

Forse perché in un'epoca in cui molti parlano, lui vive.

E la coerenza, quando è radicale, fa paura.

Ma intorno a Francesco, presto, non nasceranno soltanto devozione e
ammirazione.

Nasceranno racconti.

Prodigi.

Guarigioni.

Eventi inspiegabili.

E soprattutto nascerà la fama di un uomo capace di vedere ciò che gli
altri non vedono.

Nella prossima puntata parleremo del Francesco più scomodo.

Non soltanto il Santo dei miracoli.

Ma l'uomo che, secondo la tradizione, guardava i potenti negli occhi.

E diceva loro ciò che nessuno aveva il coraggio di dire.

Dove si trova Grotta di San Francesco, Paola

Il Santuario di San Francesco di Paola è meta di pellegrinaggio dal Quattrocento. Se ti capita di passare per la Calabria, cerca il beacon Civiglio: la stessa storia ti aspetta direttamente sul tuo telefono.