Stagione San Francesco di Paola · Puntata 7/10
Serie: Francesco. Il Santo venuto dal Sud

Puntata 7 · Il calabrese alla corte di Francia

Immaginate la scena. Un uomo nato a Paola nel 1416, cresciuto in una famiglia modesta. Non sacerdote. Non laureato. Non diplomatico. Arriva alla corte di Francia.

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Immaginate la scena.

Un uomo nato a Paola nel 1416.

Cresciuto in una famiglia modesta.

Ritiratosi giovanissimo in solitudine.

Non sacerdote.

Non laureato.

Non diplomatico.

Arriva alla corte di Francia.

Attorno a lui si parla una lingua che non è la sua.

Si muovono ambasciatori.

Nobili.

Teologi.

Funzionari.

Uomini abituati a pesare ogni parola.

Francesco, apparentemente, è fuori posto.

E invece accade il contrario.

Sono gli altri a cercarlo.

Dopo la morte di Luigi XI, il frate non viene dimenticato.

Resta vicino alla monarchia.

Carlo VIII lo rispetta.

Poi Luigi XII.

La sua influenza attraversa più regni.

Ma attenzione alla parola «influenza».

Francesco non diventa ministro.

Non accumula proprietà personali.

Non costruisce una dinastia.

La sua forza continua a derivare proprio da ciò che non vuole.

Il potere.

Le fonti ricordano che in Francia viene avvicinato non soltanto dal
popolo ma anche da uomini colti, perfino da ambienti legati alla
Sorbona.

È un dettaglio straordinario.

Perché Francesco non è un intellettuale nel senso accademico del
termine.

La sua teologia è vissuta.

Corpo.

Digiuno.

Preghiera.

Silenzio.

Carità.

Penitenza.

E forse proprio per questo affascina un'Europa che sente il bisogno di
riforma.

Siamo pochi decenni prima della frattura protestante.

La Chiesa occidentale è attraversata da tensioni profonde.

Il desiderio di rinnovamento è reale.

Francesco propone una risposta radicale.

Non una teoria.

Una vita.

I suoi seguaci saranno chiamati Minimi.

E alla loro esperienza si legherà una forma particolarmente severa di
disciplina: la vita quaresimale.

Non quaranta giorni.

Tutto l'anno.

Una rinuncia permanente alla carne e, secondo la disciplina propria
della Regola, anche agli alimenti derivati dagli animali, salvo le
eccezioni previste per necessità.

Pensate alla radicalità di questa scelta nel Quattrocento.

Non è una dieta.

È un segno.

Francesco vuole che il corpo ricordi continuamente una verità
spirituale:

l'uomo non deve essere schiavo del desiderio.

Nasce così quel particolare «quarto voto» che caratterizzerà l'Ordine
dei Minimi accanto ai tradizionali voti religiosi.

Ma c'è un'altra parola che domina tutto.

Charitas.

Carità.

La tradizione iconografica la pone spesso in lettere luminose sopra
Francesco.

È il suo emblema.

Ed è quasi sorprendente.

L'uomo della penitenza sceglie come parola centrale non «castigo».

Non «paura».

Non «potere».

Carità.

Perché la penitenza, senza carità, può diventare orgoglio.

Il digiuno, senza carità, può diventare esibizione.

La religione, senza carità, può diventare violenza.

Francesco sembra saperlo.

Intanto l'Ordine cresce.

La presenza dei Minimi si diffonde in Francia e in altri territori
europei.

L'eremita di Paola è ormai fondatore di una realtà internazionale.

Ma il tempo passa.

Francesco invecchia.

Molto.

Supera gli ottant'anni.

Poi i novanta.

Un'età eccezionale per il suo tempo.

E mentre il suo corpo si avvicina alla fine, c'è un pensiero che
inevitabilmente ci accompagna.

La Calabria.

Avrà pensato al mare di Paola?

Alla grotta?

Ai sentieri?

Alla voce della sua gente?

Non possiamo saperlo.

Ma sappiamo che morirà lontano.

Molto lontano.

E che perfino dopo la morte il suo corpo avrà una storia tormentata.

Nella prossima puntata racconteremo gli ultimi giorni di Francesco.

La morte.

La tomba.

E ciò che accadde molti anni dopo, quando la violenza delle guerre di
religione raggiunse perfino i suoi resti.

Dove si trova Corte di Francia

Il Santuario di San Francesco di Paola è meta di pellegrinaggio dal Quattrocento. Se ti capita di passare per la Calabria, cerca il beacon Civiglio: la stessa storia ti aspetta direttamente sul tuo telefono.