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Stagione Roma · Speciale

Speciale · La Via Appia, la strada che cambiò Roma

A Roma esistono luoghi che raccontano una storia. La Via Appia, invece, racconta il modo in cui Roma è diventata Roma.

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Via Appia Antica – La strada che cambiò il destino di Roma

A Roma esistono luoghi che raccontano una storia.

La Via Appia Antica, invece, racconta una civiltà.

Prima ancora di essere una strada, fu un'idea. Un'intuizione politica,
militare ed economica che contribuì a trasformare una potenza regionale
nel più grande impero del mondo antico.

Per questo i Romani la chiamavano Regina Viarum, la Regina delle Strade.

E non era un'esagerazione.

La sua storia comincia nel 312 avanti Cristo.

Roma è impegnata nelle Guerre Sannitiche. Il controllo dell'Italia
meridionale è ancora incerto e il Senato comprende che il futuro della
Repubblica dipende anche dalla capacità di muovere rapidamente eserciti,
uomini e merci.

A concepire il progetto è il censore Appio Claudio Cieco, uno degli
uomini più influenti del suo tempo.

Lo stesso magistrato che farà costruire il primo acquedotto di Roma,
l'Acqua Appia.

La strada prende il suo nome e diventa immediatamente un'opera
rivoluzionaria.

Inizialmente collega Roma a Capua, una delle città più ricche e
importanti della penisola.

Ma il progetto non si ferma lì.

Con il passare dei decenni la Via Appia viene prolungata fino a
Benevento, Taranto e infine fino a Brindisi, il grande porto affacciato
sull'Adriatico dal quale partivano le navi dirette verso la Grecia,
l'Asia Minore e l'Oriente.

Quando il tracciato viene completato, Roma ha ormai costruito un
corridoio strategico lungo oltre cinquecento chilometri.

Una vera autostrada dell'antichità.

La grandezza della Via Appia, però, non risiede soltanto nella sua
lunghezza.

Sta soprattutto nella sua concezione tecnica.

I Romani erano ingegneri straordinari.

Prima di costruire una strada ne studiavano il terreno, le pendenze, la
natura del suolo e cercavano il percorso più diretto possibile.

Per questo motivo la Via Appia sorprende ancora oggi.

Corre quasi in linea retta per lunghi tratti, attraversa colline, supera
avvallamenti e zone paludose con una precisione impressionante.

La sua struttura era composta da più strati.

Alla base venivano collocate grandi pietre per garantire stabilità.

Sopra si disponevano strati di materiali compattati, ghiaia e sabbia.

Infine si posavano i grandi basoli di lava vulcanica che ancora oggi
caratterizzano il suo aspetto.

La superficie era leggermente convessa, per consentire il deflusso
dell'acqua piovana ai lati della carreggiata.

Era un'opera così avanzata che molti tratti della pavimentazione
originale sono giunti fino ai nostri giorni.

Camminare sulla Via Appia significa, letteralmente, camminare sulle
stesse pietre percorse dai Romani più di duemila anni fa.

Per la Repubblica e poi per l'Impero, questa strada divenne un'arteria
vitale.

Da qui passarono le legioni dirette verso il Sud Italia e le province
orientali.

Da qui transitarono olio, vino, spezie, tessuti e metalli preziosi.

Da qui viaggiarono ambasciatori, funzionari imperiali, mercanti e
pellegrini.

Lungo la Via Appia si muoveva il mondo.

Ma questa strada è anche il luogo di uno degli episodi più drammatici
della storia romana.

Nel 71 avanti Cristo, dopo la sconfitta della rivolta guidata da
Spartaco, il generale Marco Licinio Crasso ordinò la crocifissione di
migliaia di schiavi ribelli lungo il tratto tra Capua e Roma.

Le fonti antiche parlano di circa seimila croci.

Un'immagine terribile.

Un monito destinato a chiunque percorresse quella strada.

La Via Appia, però, non racconta soltanto il potere e le conquiste.

Racconta anche la memoria.

Le leggi romane vietavano le sepolture all'interno della città.

Per questo motivo le grandi famiglie iniziarono a costruire i propri
monumenti funerari lungo le vie di accesso a Roma.

La Via Appia si trasformò così in una straordinaria città dei morti.

Mausolei, tombe e monumenti si susseguivano per chilometri.

Ogni famiglia cercava di lasciare un segno del proprio prestigio e della
propria ricchezza.

Tra tutti questi monumenti, uno domina ancora oggi il paesaggio: il
Mausoleo di Cecilia Metella.

Costruito tra la fine del I secolo avanti Cristo e l'inizio del I secolo
dopo Cristo, il monumento appare ancora oggi imponente.

È un enorme tamburo cilindrico in travertino, posto sopra un basamento
quadrangolare.

La sua architettura richiama i grandi mausolei ellenistici e testimonia
il gusto monumentale della tarda Repubblica romana.

Cecilia Metella apparteneva a una delle famiglie più influenti di Roma e
il suo sepolcro non era soltanto un luogo di memoria.

Era anche una dichiarazione di potere.

Lungo la Via Appia sorgono anche alcune delle più importanti
testimonianze del primo Cristianesimo.

Le Catacombe di San Callisto e le Catacombe di San Sebastiano
custodiscono secoli di storia cristiana.

Qui trovarono sepoltura migliaia di fedeli e numerosi pontefici.

La strada divenne così un luogo di pellegrinaggio e di memoria
religiosa.

Ed è proprio lungo la Via Appia che nasce una delle tradizioni più
profonde della cristianità.

Secondo la leggenda, l'apostolo San Pietro, mentre fuggiva da Roma per
evitare il martirio, incontrò Gesù.

«Domine, quo vadis?»

«Signore, dove vai?»

Gesù gli avrebbe risposto:

«Vado a Roma per essere crocifisso una seconda volta.»

Pietro comprese allora che non poteva abbandonare la propria missione e
tornò in città, andando incontro al suo destino.

Ancora oggi questo episodio è ricordato dalla Chiesa di Santa Maria in
Palmis, conosciuta dai romani come la Chiesa del Domine Quo Vadis.

Con la caduta dell'Impero Romano, la Via Appia perse progressivamente la
sua funzione strategica.

Molti monumenti vennero abbandonati.

Alcuni si trasformarono in fortezze.

Altri divennero cave di materiali.

Eppure la strada non scomparve mai.

Nel Rinascimento e poi nel Grand Tour, artisti, archeologi e viaggiatori
tornarono a percorrerla.

Davanti alle sue rovine, molti ebbero la sensazione di trovarsi di
fronte non a un semplice monumento, ma alla memoria stessa di Roma.

Ancora oggi la Via Appia Antica conserva questa straordinaria capacità.

Ogni suo tratto racconta un'epoca diversa.

La Repubblica che conquista l'Italia.

L'Impero che guarda all'Oriente.

Le prime comunità cristiane.

I pellegrini del Medioevo.

I viaggiatori romantici dell'Ottocento.

Pochi luoghi al mondo riescono a contenere così tanta storia.

Un antico proverbio romano diceva che tutte le strade portano a Roma.

La Via Appia fece qualcosa di ancora più straordinario:

portò Roma nel mondo.

Dove si trova Via Appia Antica, Roma

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